In questo frangente
Una (non)mappa metallofona, che invita il pubblico a una lettura astratta e soggettiva delle peculiarità acustiche di un istante del borgo di Ischitella. L’opera si presenta come una grande lastra in ottone, con angoli stondati, alta circa 2 metri e larga 1 metro, con uno spessore di 2 millimetri.
La superficie è impreziosita da variazioni cromatiche ottenute tramite reazioni con sostanze di origine naturale, incandescenze e nebulose di punzonature meccaniche. Completa la texture un disegno dell’artista inciso a fresa con un segno di circa 1 millimetro. L’oggetto si configura così come un territorio risonante, sensibile alle sollecitazioni, con una superficie cromaticamente cangiante nel tempo, in risposta alle condizioni dell’ambiente.
Si tratta quindi di una mappa instabile, tattile e sonora: può essere esplorata con lo sguardo e con le mani, ma anche ascoltata nella sua risonanza metallica se colpita. La sua funzione non è quella di condurre a una destinazione precisa, bensì di stimolare un ascolto libero e soggettivo del paesaggio sonoro del paese, istante per istante. Il disegno inciso sulla superficie presenta una sorta di mappatura stilizzata delle tipologie di suoni presenti nel luogo di installazione (suoni naturali, suoni del paese, rumori di fondo e altri accadimenti acustici) tradotti graficamente attraverso simboli e segni che derivano da appunti visivi presi dall’artista in pochi attimi, in ascolto del sito di installazione durante un sopralluogo del borgo.
La mappa non propone dunque una rappresentazione oggettiva del paesaggio sonoro, ma una costellazione di presenze che invitano il pubblico a interpretare e rielaborare la propria esperienza di ascolto, apprezzando -sul momento- il continuo flusso di cambiamento dei suoni del borgo.
Il progetto prende le mosse da diversi riferimenti: dalle mappe tattili e dai dispositivi di orientamento che non rappresentano il territorio secondo convenzioni bidimensionali e funzionali, alle texture di strumenti risonanti come i gong, ma anche alle incisioni dei tamburi, alle incisioni rupestri e ai disegni infantili. La presenza fisica dello spazio pubblico, il peso del materiale e la sua durezza fanno da contraltare a una superficie mappale aperta al cambiamento della sua stessa superficie, dei suoi segni. Una mappa che, nella sua stabilità materiale, vuole mostrare il continuo farsi e disfarsi dell’ambiente e del paesaggio sonoro.
Per riassumere, In Questo Frangente ha un triplice valore:
1. Dimensione materiale e sonora
L’opera valorizza le proprietà risonanti dei metalli. La superficie può essere toccata, sfiorata o leggermente percossa, generando vibrazioni e risonanze simili a quelle di un gong. L’oggetto si offre quindi sia come presenza scultorea, sia come dispositivo sonoro accessibile a chiunque, senza la mediazione diretta dell’artista. La risonanza metallica è una sintesi singolare del paesaggio sonoro: l’energia del colpo che si imprime sulla superficie metallica sprigiona una nuova presenza acustica che cambia la scena uditiva dell’ascoltatore, permane per un certo tempo risuonando e infine si esaurisce, lasciando campo ad altri suoni che emergono.
2. Dispositivo di ascolto del luogo
L’opera, attraverso l’osservazione della sua superficie, invita il pubblico a prestare maggiore attenzione ai suoni che circondano il luogo di installazione, sviluppando una maggiore consapevolezza del paesaggio sonoro, istante dopo istante. Mentre l’incisione a fresa mostra qualcosa di simile a una registrazione d’ambiente, in cui i segni sono ormai incisi e immutabili, l’intera superficie metallica, con il divenire spontaneo delle sue variazioni cromatiche, si avvicina di più all’esperienza di ascolto di tutti i giorni, in cui la continua risposta del nostro corpo all’ambiente attraverso il movimento, modifica continuamente la forma del paesaggio sonoro.
3. Invito all’esplorazione sonora del borgo
L’opera invita il pubblico a proseguire liberamente l’esperienza di ascolto del paesaggio sonoro di Ischitella, trasformando la posizione della lastra in un punto di partenza per ulteriori percorsi di scoperta acustica. Così come la risposta risonante di un metallo è immediata e non necessita di altro se non di un colpo percussivo, allo stesso modo l’ascolto del paesaggio sonoro è immediato e accessibile a chiunque voglia prendersi un istante per ascoltare l’ascolto.
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In Questo Frangente è un progetto di Enrico Malatesta per Una Boccata d’Arte • Settima Edizione realizzato nel Borgo di Ischitella (FG) e curato da Threes e Voga per Fondazione Elpis. Si ringrazia il Comune di Ischitella, Pro-Loco Uria, Dalab | Design, Trackdesign, Mattia Pajè, Chiara Pavolucci.
ph©Chiara Pavolucci