Enrico Malatesta

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Enrico Malatesta is an Italian percussionist, sound researcher and curator active in the field of experimental music, sound intervention and performance; his practice explores the relations between sound, space and body, the vitality of materials and the morphology of surfaces, with particular attention to the percussive acts and the modes of listenings.

Since 2007 Enrico Malatesta has been presenting his works with tours all over Europe, Brasil, South Korea, Japan, UK, North America and Russia, participating in festivals and special events in venues such as Pirelli Hangar Bicocca – Milano, Berghain – Berlin, MAM – Rio de Janeiro.

BIO [italiano]
CV

Ph © Chiara Pavolucci

Design & Code Giulia Polenta

© 2021 Enrico Malatesta

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Annotazioni Superficiali is an open collection of listening exercises, scores and texts; it consists in the transcriptions of my personal journal, started in 2009, and revolving around my experiences in the field of performing arts, music/musical instruments and sound ecology.

[at the moment only in Italian]

Annotazioni Superficiali è una raccolta di esercizi di ascolto, partiture e testi; consiste nelle trascrizioni di un diario personale, iniziato nel 2009, e basato sulle mie ricerche ed esperienze nel campo delle arti performative, della musica, dell’organologia e dell’ecologia del suono.

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Ra1

Colpire ascoltando la pioggia2

 

oppure

 

Colpire ascoltando nella pioggia3

 

Fine [?]4

 

[Il colpo avviene per]

 

• Moto rapido e violento per cui un corpo

entra in contatto con un altro;

 

• Movimento veloce di uno strumento

oppure di un oggetto;

 

• Caduta.5

1 Codice METAR per indicare la pioggia (dall'inglese rain).


2
L’intento è definire, nell’ascolto, i molteplici fenomeni sonori generati dalle precipitazioni e, attraverso il colpo, separarsi da essi.


3
L’intento è definire, nell’ascolto, i molteplici fenomeni sonori generati dalle precipitazioni e, attraverso il colpo, condursi tra essi.


4
RA è un esercizio a durata variabile e deve essere praticato in accordo con le proprie necessità in relazione alla pioggia; è importante decidere il suo inizio ed essere consapevoli di come avverrà la sua fine. Il performer abita l’esercizio in funzione di una durata prestabilita: le possibilità a sua disposizione vanno dall’utilizzo di un’unità temporale fissa, misurata con un cronometro, fino a seguire la frequenza con cui il fenomeno pioggia si manifesta: l’assenza di pioggia diventa quindi una pausa, un’interruzione indefinita dell’esercizio, mentre il ritorno della pioggia un nuovo invito a all’azione. L’esercizio cerca di favorire lo studio di una ritmicità non orientata alla definizione di modelli (patterns), ma alla relazione con la distribuzione di eventi/fenomeni sonori vasti e instabili.


5
Il performer sceglie liberamente come produrre il colpo e mantiene tale scelta per tutta la durata dell’esercizio; ogni colpo è però un accadimento unico, privo di reciprocità con il colpo ad esso precedente e successivo. Il colpo deve essere presentato con la massima trasparenza nei confronti del suono della pioggia.

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La Bessa 1

Cammina sulla pietraia; posiziona un dispositivo di playback che diffonde un suono continuo; lascialo alle tue spalle e avanza lentamente, cercando di tracciare una linea.

Prosegui fino a perdere il riferimento sonoro dato dal dispositivo; torna indietro avendo cura

di rimanere lungo la stessa linea.

 

[Ricomincia a piedi nudi]

1 La Riserva Naturale Speciale della Bessa si trova in Piemonte, vicino alle Alpi Biellesi; consiste in un altopiano caratterizzato da enormi distese di sassi circondate da vegetazione. La specifica conformazione territoriale della Bessa non è dovuta a fenomeni naturali, bensì al fatto che, in epoca romana, migliaia di persone furono impiegate in una miniera d’oro presente nella zona limitrofa, producendo scarti di lavorazione di tale entità da sembrare il risultante di un processo geologico. L’intensità superficiale della pietraia esplicita alcune problematiche basilari dell’indagine sulla percezione ecologica in riferimento alla relazione tra suono, corpo e spazio; nella Bessa, infatti, l’attenzione per il suono deve accompagnarsi a una presenza corporea costante e in continuo rinnovamento. I sassi tendono a muoversi e scivolare sotto il peso dei passi e ogni spostamento comporta l’abbandono della propria zona di comfort. La “mobilità” della Bessa rende, chi la attraversa, direttamente partecipe della sua modificazione ed evoluzione superficiale.

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FARE polvere

Lascia una pietra in uno spazio familiare, in una posizione che la renda ben visibile: ogni giorno, per un minuto, ascolta tutti i suoni che ti circondano come se provenissero dalla pietra


Sposta la pietra quando della polvere si è depositata sulla sua superficie.

1 FARE POLVERE è da svolgersi in un ambiente interno a un edificio che frequenti abitualmente, e con il cui suono senti familiarità e confidenza.


2 La pietra si trasforma nella fonte di tutti i suoni che ti circondano, sia interni, che esterni all'edificio; per un tempo limitato, e dichiarato (un minuto), cerca di aprire completamente l'ascolto mantenendo però l'attenzione focalizzata su una specifica posizione nello spazio, occupata, appunto, dal corpo della pietra.

 

3 La pietra deve fare polvere prima di essere spostata: trovata una nuova posizione, continua la pratica allo stesso modo, rivolgendo l’attenzione alla nuova collocazione della pietra. Il fare polvere suggerisce un lasso temporale largo e indefinito, in cui il corpo della pietra, lasciato immobile, si deposita nelle consuetudini con cui abiti lo spazio scelto per la pratica.

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la medusa è un ispessimento dell'acqua

Nello spazio di lavoro, posiziona un altoparlante che diffonde un suono continuo, a un volume adatto alle tue esigenze di ascolto1; rivolgiti frontalmente all’emissione sonora, ovvero con il volto alla stessa altezza della membrana dello speaker e trova una posizione comoda, ma consueta. Nello svolgimento dell’esercizio è importante che il corpo non venga condotto in una condizione posturale diversa da quelle che abitualmente assumi nel compiere le tue mansioni o durante il riposo.

 

Inspira, e lascia entrare il suono emesso dall’altoparlante.
Abita la sensazione di riempimento; cura la pausa respiratoria che segue l’inspirazione e contieni il suono. 

 

Espira, e lascia uscire il suono emesso dall’altoparlante.
Abita la sensazione di svuotamento; cura la pausa respiratoria che segue l’espirazione e spargiti nel suono.

 

Mantieni il ciclo inspirazione-pausa-espirazione-pausa continuo e rilassato e osserva cosa accade al corpo, e al suono, nell’estensione e contrazione data dal respiro. Trovato l’agio necessario affinchè ci sia continuità energetica tra il suono (emesso dall’altoparlante) e il corpo, stabilizza il circuito (tempo, intensità, rumorosità del respiro...) ed entra in una modalità di ascolto immersiva. Porta l’attenzione a ciò che avviene nello spazio attorno a te, e oltre ad esso, e cerca di abitare l’azione di compenetrazione che avviene tra te e l’ambiente. Definisci la vitalità del suono, e del corpo, in relazione al movimento dell’aria, acquisendo la consapevolezza di essere in qualcosa che a sua volta è in te (l’aria). La mutualità tra il respiro e l’ambiente è uno strumento utile a potenziare l’ascolto dei pattern minimi e vasti dell’esperienza sonora e una risorsa continua per ampliare la capacità individuale di progettazione, azione e riposo. L’esercizio prosegue fino a che la sua azione benefica è esaurita.

 

 

[crescita]

 

Attua una transizione verso una modalità di ascolto selettiva: scortica (o frattura) la sensazione di immersione trascurando deliberatamente il sopraggiungere di nuovi stimoli ambientali. Osserva esclusivamente i fenomeni che emergono tra il respiro e il suono di riferimento

 

indaga

 

• Il suono è una variazione di ciò che ha luogo nel respiro.

 

• Il respiro modella la consistenza del suono e permette di unirsi e separarsi alla sua densità.


• Il respiro modifica la proiezione dinamica del suono durante l’inspirazione e l’espirazione, lasciando il corpo, nelle pause respiratorie, vulnerabile alla sua intensità dinamica.


[crescita]

 

Attua una transizione verso una modalità di ascolto selettiva: scortica (o frattura) la sensazione di immersione trascurando deliberatamente il sopraggiungere di nuovi stimoli ambientali. Osserva esclusivamente i fenomeni che emergono tra il respiro e il suono di riferimento


indaga

 

• Il suono è una variazione di ciò che ha luogo nel respiro.

 

• Il respiro modella la consistenza del suono e permette di unirsi e separarsi alla sua densità.


• Il respiro modifica la proiezione dinamica del suono durante l’inspirazione e l’espirazione, lasciando il corpo, nelle pause respiratorie, vulnerabile alla sua intensità dinamica.

1

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sinewave_1 indaco

Siedi rivolto a un altoparlante che diffonde un’onda sinusoidale a 433Hz. Ascolta, e conduci il suono nello spazio tra le sopracciglia, fissando l’attenzione nella zona tra la radice del naso e le arcate sopracciliari. Calma il respiro, con fasi distese di inspirazione ed espirazione: dalle narici, osserva il movimento dell’aria mettere in disordine i margini del suono e, allo stesso tempo, rinnovare la sensazione, sempre più centrale, dell’onda sonora.

1 L'hertz (simbolo Hz) è l'unità di misura del sistema internazionale della frequenza. La scelta della frequenza è, ai fini dell'esercizio, completamente arbitraria e basata sulla sensazione personale.

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piallassa1

...ascolta la crescita di un solo suono2.

1 L'hertz (simbolo Hz) è l'unità di misura del sistema internazionale della frequenza. La scelta della frequenza è, ai fini dell'esercizio, completamente arbitraria e basata sulla sensazione personale.

 

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fiume_1 [11-8-2017]

Raccogli una pietra lungo il percorso del fiume e portala con te. 

 

Abbandona la pietra nello spazio in cui svolgerai l’esercizio e lascia che assorba le informazioni che la circondano; è importante che le sensazioni della giornata al fiume, nella quale hai raccolto la pietra, vengano in parte dimenticate, cimentandosi nella pratica fuori dall’eco del contesto originario della pietra2.

Inizia l’esercizio trovando una postura adeguata e distensiva; scegli una zona del tuo corpo e appoggia su di essa la pietra lasciando che eserciti il proprio peso con la maggiore aderenza possibile alla pelle3. Il corpo e la pietra hanno temperature diverse4. Ascolta il disordine generato dal loro contatto, ovvero porta l’attenzione al trasferimento di energia dal corpo più caldo verso quello più freddo. Trascura completamente i suoni che ti circondano e concentrati sulla transizione di calore fino al momento in cui la sensazione di separazione tra la pelle e la superficie della pietra scompare. I corpi raggiungono la stessa temperatura e i suoni dell’ambiente sono mantenuti distanti, resi remoti5.


Rimuovi la pietra consentendo ai suoni dell’ambiente di riemergere6.

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QW.2

Quarantine Workout
a cura di Standards Studio.

scores:

Untitled#1
Untitled#2

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R #1 da sinistra verso destra

Siedi al centro di una stanza vuota dopo avere posizionato una fonte di rumore bianco1 alla tua sinistra, vicino al muro; il volume di proiezione del suono deve essere intenso e adatto alle tue esigenze; il tuo corpo è in linea con la posizione dello speaker e l’emissione sonora è rivolta verso di esso; trova una posizione comoda prima di intraprendere la pratica, la cui durata deve essere decisa prima del suo inizio. 

 

Ascolta


• La metà sinistra del corpo è vulnerabile e il rumore esercita una pressione diretta su di essa; lo spazio che ti separa dal muro di sinistra è riempito di suono; le superfici del corpo si compattano, assorbono il suono e sostengono la sua presenza. 


• La metà destra del corpo è protetta e il rumore non esercita una pressione diretta su di essa; lo spazio che ti separa dal muro di destra è privo di suono; le superfici del corpo si dilatano, cercano il suono e colmano la sua assenza.

 

Definisci le sensazioni che riguardano la metà sinistra e la metà destra del corpo, mantenendo le parti separate, lontane. Trova agio in questa condizione, evita il mescolarsi delle sensazioni e lascia emergere due distinte esperienze di ascolto del rumore bianco: una appartiene alla tua metà sinistra, l’altra appartiene alla tua metà destra. 


Avanti così, sino a esaurire il tempo concesso a R #1.

1 L'hertz (simbolo Hz) è l'unità di misura del sistema internazionale della frequenza. La scelta della frequenza è, ai fini dell'esercizio, completamente arbitraria e basata sulla sensazione personale.

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R #2 vuoto alle spalle

Un rumore ti raggiunge1; fermati, individua la sorgente di quel rumore e rivolgi il tuo corpo verso di essa; se il suono è continuo, concentrati, e lascia che la distanza tra te e l’emissione sonora si riempia della sua energia; l’aria si addensa ed esercita una pressione crescente sul piano frontale del corpo; carne e indumenti assorbono il suono, che pervade ogni tua superficie prima di proseguire il proprio percorso2; rivolgi l’ascolto solamente al davanti del corpo, dove l’aria, disordinata dal rumore, si infrange, dandoti la sensazione di una spinta verso il vuoto alle tue spalle.

1 L'hertz (simbolo Hz) è l'unità di misura del sistema internazionale della frequenza. La scelta della frequenza è, ai fini dell'esercizio, completamente arbitraria e basata sulla sensazione personale.

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FIUME_2 [7-6-2020]

Il Ponte di ferro è una struttura di servizio e collegamento tra i due argini del Savio, nei pressi di Cesena; collocato nel Parco Naturale del fiume, si presenta su di un piano rialzato rispetto al percorso che conduce, lungo una riva, alla Centrale Idroelettrica di Mulino Cento e, nella riva opposta, al prato umido di Cà Bianchi. La struttura e la passerella pedonale di griglie in piatto di ferro, rendono il ponte particolarmente risonante e rispondente alle sollecitazioni, come ad esempio, quelle generate dal camminare. L’esercizio sfrutta il ponte per esplorare due modalità di ascolto dei fenomeni di risonanza prodotti dal peso del corpo e dall’energia che si genera durante il passaggio da una riva all’altra del fiume.

1] Il performer attraversa ripetutamente il ponte. Ascoltare i suoni generati dai passi modificando l’andamento del cammino, la distribuzione dei pesi e il carico di impatto dei piedi sulla superficie della passerella; mantenersi sempre in contatto con le sensazioni (raccolte e trasmesse) dei piedi, e attivare la risonanza del ponte1.


2] Il performer trova una posizione distante dal ponte. Ascoltare i suoni generati dal passaggio di altre persone2
, portando l’attenzione alle risonanze della struttura e ad altri fenomeni acustici che da essa si sprigionano; trascurare completamente l’ambiente, rimanendo concentrati sul ponte, nell’alternarsi di presenza e assenza di suono3.

1 L'hertz (simbolo Hz) è l'unità di misura del sistema internazionale della frequenza. La scelta della frequenza è, ai fini dell'esercizio, completamente arbitraria e basata sulla sensazione personale.

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